Il percorso: tra l’analogico e l’IA

Il percorso tematico di questa prima edizione è una vera e propria “retrospettiva sul futuro”, che abbiamo immaginato sospesa tra l’analogico e l’intelligenza artificiale.

Essa parte da una riflessione sul tempo del cinema, sulle trasformazioni che lo stanno attraversando e che alla fine scopriremo riguardare anche le nostre abitudini e la nostra vita quotidiana.

Partendo dal mondo analogico della pellicola, dal gesto artigianale, dalla materia cinematografica, dalla luce impressionata sulla celluloide arriviamo all’intelligenza artificiale (IA) e agli strumenti con cui le nuove generazioni stanno già sperimentando nuovi modi di immaginare e raccontare le storie.

Ma se gli strumenti analogici hanno lasciato il passo (anche se non ancora del tutto) dapprima a quelli digitali e poi all’IA la stessa sorte potrebbe toccare all’intero processo creativo?

E la scrittura, che nel cinema è alla base di soggetti e sceneggiature, quale rapporto sta già avendo ed avrà con l’IA?

Le relazioni stesse si svilupperanno come in un romanzo visionario di Asimov?

Quali sono i punti di vista delle varie generazioni, dai “nativi digitali” a quelli analogici, in un mondo in cui la comunicazione è scandita sempre più dai ritmi degli influencer?

E lo stesso ritmo lento di borghi e territori pieni di storia e bellezza come può essere preservato in una realtà sempre più veloce che viaggia al ritmo di centinaia di megabyte al secondo?

Sono tutte domande a risposta aperta che avranno bisogno di un confronto altrettanto aperto: esperti, autori, operatori e soprattutto giovani che stanno sperimentando l’IA come possibile linguaggio creativo si incontreranno per discutere, interrogarsi e confrontarsi senza pregiudizi.

Ma attenzione: questo percorso non ha intenzione di contrapporre passato e futuro. Si tratta invece di capire come il cinema possa trasformarsi senza perdere la propria natura: quella di essere uno strumento per raccontare il mondo, interpretarlo e immaginarne di nuovi. Perché il cinema non ha paura del cambiamento, lo attraversa e ne è parte fondamentale.

Quali sono i punti di vista delle varie generazioni, dai “nativi digitali” a quelli analogici, in un mondo in cui la comunicazione è scandita sempre più dai ritmi degli influencer?

E lo stesso ritmo lento di borghi e territori pieni di storia e bellezza come può essere preservato in una realtà sempre più veloce che viaggia al ritmo di centinaia di megabyte al secondo?

Sono tutte domande a risposta aperta che avranno bisogno di un confronto altrettanto aperto: esperti, autori, operatori e soprattutto giovani che stanno sperimentando l’IA come possibile linguaggio creativo si incontreranno per discutere, interrogarsi e confrontarsi senza pregiudizi.

Ma attenzione: questo percorso non ha intenzione di contrapporre passato e futuro. Si tratta invece di capire come il cinema possa trasformarsi senza perdere la propria natura: quella di essere uno strumento per raccontare il mondo, interpretarlo e immaginarne di nuovi. Perché il cinema non ha paura del cambiamento, lo attraversa e ne è parte fondamentale.

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